In un contesto socio-economico instabile e altamente competitivo, le aziende sono chiamate a sviluppare strategie di comunicazione dove lโefficienza nel raggiungere i target deve convivere con la possibilitร di veicolare messaggi credibili che catturino lโattenzione dei consumatori, influenzandone positivamente lโatteggiamento nei confronti dei prodotti/servizi.
Come dimostra la terza edizione dellโindagine โTrust in advertisingโ di Nielsen, il canale su cui viene veicolato il contenuto svolge un ruolo importante nel processo di creazione della fiducia. In quanto dotati di caratteristiche proprie e legati allโesperienza concreta del pubblico che li utilizza, i mezzi stessi sono portatori di una credibilitร percepita piรน o meno elevata.
In un panorama mediale sempre piรน frammentato, la scelta di quali touch point attivare risulta quindi determinante non solo nel calcolo della reach and frequency ma anche nel favorire la crescita dei KPI di brand, poichรฉ agiscono come catalizzatori/inibitori dei valori veicolati dal contenuto creativo.
A livello europeo, il passaparola continua ad essere lo strumento promozionale piรน credibile. Il 78% e il 60% degli intervistati considera rispettivamente i consigli di conoscenti diretti e i commenti online come molto o abbastanza attendibili. Il dato – in leggera flessione rispetto a quanto rilevato da Nielsen nel 2013 โ conferma lโimportanza di progettare una customer experience che non deluda le attese dei propri consumatori durante il processo di acquisto e nel post vendita, al fine di innescare dinamiche di word-of-mouth positive e limitare al minimo le occasioni di quelle negative.
I siti internet delle aziende sono considerati degni di fiducia dal 54% degli intervistati (in linea con quanto rilevato due anni fa). Si tratta della forma di comunicazione โufficialeโ delle aziende considerata piรน credibile. Una quota di intervistati di poco inferiore (52%, in flessione di 3 p.p. rispetto al 2013) si affida a contenuti editoriali pubblicati su quotidiani e periodici. In questo caso pesa lโautorevolezza che le testate hanno saputo costruire nel tempo.
Molto distante dalla carta stampata รจ la televisione, che continua tuttavia a mantenere una forte centralitร nellโecosistema della fiducia. Il 45% considera gli spot veicolati dal piccolo schermo come credibili. Il dato sitentizza, in questo caso, il valore attribuito a unโofferta estremamente variegata che si ripartisce tra canali free/pay e generalisti/tematici.
Immediatamente dopo la televisione, con valori compresi tra il 41% e il 44%, si collocano gli altri mezzi classici (che godono della credibilitร conquistata negli anni dai player che li presidiano) e le sponsorizzazioni.
Chiude la classifica dei primi dieci mezzi lโe-mail marketing (41%). Anche in questo caso il valore numerico รจ una sintesi di pratiche differenti. Tendenzialmente lโinvio di messaggi su liste proprietarie altamente profilate, che presuppongono una relazione giร avviata con il brand, registrerร percentuali di consenso piรน elevate.

In Italia, le prime cinque posizioni della classifica sono occupate dagli stessi media che abbiamo incontrato a livello europeo. Vi sono tuttavia alcune interessanti differenze. In primo luogo la fiducia nei confronti dei consigli dei conoscenti diretti รจ piรน limitata (74%), mentre risulta piรน elevata quella verso i commenti online (64%). I contenuti editoriali si posizionano al terzo posto, con una percentuale simile a quella europea. La credibilitร dei siti delle aziende รจ infatti 9 punti percentuali piรน bassa e si colloca allo stesso livello della televisione (45%). Per contro, lโimportanza del piccolo schermo in Italia รจ rafforzata dal fatto che entro le prime dieci posizioni compare il riferimento a prodotti promossi allโinterno di programmi televisivi (41% vs. 34% a livello europeo), fenomeno in parte spiegabile grazie allโaffetto per alcuni volti dello star system nazionale.

Per scaricare il report Global ‘Trust in Advertising’, disponibile in italiano e in inglese, clicca sul bottone โScarica report completoโ in alto a destra.



